Riportiamo il testo dell'intervista che
il nostro presidente, Ing. Roberto Grasso, ha rilasciato
all'inserto del Corriere della Sera nel mese di
aprile 2006.
Cos'è il VoIP?
Per VoIP si intende l’utilizzo della rete Internet per trasportare
la voce. Al posto di convertire la voce in un segnale elettrico,
ed utilizzare la linea telefonica tradizionale per trasportare il
segnale stesso, si utilizza il metodo di comunicazione dei computer,
cioè il protocollo Internet, per convertire la voce in pacchetti
di dati, che vengono trasportati attraverso la Rete verso il destinatario.
Il dispositivo VoIP del destinatario provvederà a riconvertire
i pacchetti ricevuti in un segnale sonoro. Il VoIP è una
tecnologia nota ormai da più di 15 anni, che sta conoscendo
solo adesso un crescente successo grazie alla diffusione della banda
larga che permette di poter utilizzare la connessione Internet anche
per la voce. Infatti trasportare voce attraverso Internet richiede
connessioni di qualità ADSL. Poiché non esiste al
momento un sistema di indirizzi VoIP universalmente accettato come
nella telefonia tradizionale, in realtà le chiamate VoIP
vengono spesso convertite, attraverso nodi detti MediaGateway, in
chiamate tradizionali. Numerosi sono gli operatori che offrono questo
servizio di conversione, mediamente a prezzi più bassi rispetto
a chi eroga solo la telefonia tradizionale.
Come funzionano attualmente i servizi VoIP
offerti da provider e Telco?
Il VoIP utilizza differenti protocolli. Un protocollo è un
insieme di regole condivise che definisce esattamente come avviene
la comunicazione. Per trasportare la voce sono necessari due protocolli:
il primo trasporta la segnalazione (l’identificativo dell’utente
chiamato, gli stati associati alla chiamata come telefono occupato,
telefono che squilla, ecc.), il secondo invece trasporta il flusso
voce. Il protocollo H.323 è stato introdotto per primo ma
ormai è stato sorpassato in utilizzo dal SIP (Session Initation
Protocol), che sta conoscendo un successo crescente grazie alla
maggiore semplicità ed è attualmente implementato
nelle reti mobili 3G. Il SIP è infatti un protocollo testuale
che ricorda molto il protocollo utilizzato per la posta elettronica.
Il SIP richiede che vi sia almeno un nodo intermedio tra il chiamante
e il chiamato (detto Proxy) su cui entrambi sono registrati. Il
flusso vocale viene invece trasmesso usando diversi codec (le regole
per codifica della voce). I più noti sono G.711, iLBC, G.729
e Gsm. Questi codec trasportano la voce tra il chiamante e il chiamato
durante la conversazione e richiedono la disponibilità di
una certa banda di comunicazione (da 40kbps a 150kbps) in base all’utilizzo
o meno di compressione. Il codec G.711 non la utilizza, ma richiede
ben 150kbps . Il codec G.729 e il codec Gsm la utilizzano pesantemente,
usano meno banda (circa 40kbps) ma richiedono telefoni più
potenti (paragonabili agli attuali cellulari) in grado di effettuare
la conversione. Gran parte degli operatori che oggi offrono un servizio
VoIP utilizzano questi protocolli. Fa eccezione Skype che ha implementato
un protocollo proprietario, anche se simile a quelli descritti precedentemente,
che è particolarmente efficiente. E infatti non è
raro che Skype continui a funzionare anche quando gli altri protocolli
VoIP manifestano problemi a causa della mancanza di banda.
Nella tecnologia VoIP esiste una distinzione
tra servizi geografici e servizi "nomadici". Quali sono
le differenze?
I servizi geografici sono gli attuali sistemi di numerazione telefonica
con prefisso del distretto. É possibile localizzare infatti
con precisione l’utente in base al suo numero telefonico.
I servizi nomadici permettono invece all’utente di spostarsi
sul territorio. É cura dell’utente autenticarsi presso
il provider una volta che si è connessi ad Internet. Il provider
una volta identificato l’utente provvede ad erogare il o i
servizi che questi ha sottoscritto. Nell'attuale telefonia cellulare
invece, i servizi mobili permettono all’utente di spostarsi
sul territorio senza doversi autenticare ogni qual volta si intenda
utilizzare un servizio.
Quali sono i principali vantaggi e svantaggi
del VoIP?
Trasportare la voce su Internet non permette solamente di risparmiare
sulla bolletta ma anche di integrare sul computer la voce, sviluppando
servizi evoluti. Un aspetto, penso, non ancora pienamente compreso,
in particolare dalle imprese. Integrando il proprio sito aziendale
con il VoIP si potrebbe, ad esempio, permettere al potenziale cliente
che sta visitando il sito di instaurare una chiamata VoIP con un
semplice click del mouse, guidando poi il visitatore attraverso
un risponditore automatico multilivello, che include anche l’instradamento
della chiamata verso un’operatrice dell’azienda. E questa
è solo una delle possibilità introdotte dal VoIP.
Certo, nonostante i pro che derivano dall’adozione del VoIP,
bisogna essere consapevoli che tale tecnologia presenta anche degli
svantaggi: è necessario comprare nuovi terminali o adattatori
abbastanza costosi e la qualità e l'affidabilità rispetto
al sistema telefonico tradizionale (PSTN) è minore. Alcuni
ricercatori americani l’hanno misurata. In una scala da 0
a 5, la telefonia tradizionale ottiene un punteggio 4.5. Il VoIP
3.8 . Inoltre non esiste un sistema di indirizzamento (nè
tanto meno degli elenchi degli utenti) per le chiamate VoIP universalmente
noto, come quello presente per gli attuali servizi di fonia. Per
ora si possono solo costruire delle comunità chiuse in cui
è possibile terminare le chiamate direttamente in VoIP mentre
spesso è necessario ricorrere ai MediaGateway che permettono
di convertire le chiamate VoIP in tradizionali e viceversa. Vi sono
però dei progetti per implementare delle soluzioni condivise
come quelle basate sul protocollo ENUM e sperimentate anche in Italia
dal consorzio NaMeX che comprende ben 25 operatori VoIP. Non ultimo
è lecito aspettarsi da parte dei grandi operatori telefonici
una forte campagna atta a regolamentare, a loro vantaggio, il VoIP,
che sta intaccando i ricchi margini della telefonia tradizionale.
Le potenzialità del VoIP sono enormi:
quali servizi potranno essere erogati in futuro ad utenti e imprese?
Prevedere il futuro non è facile. A breve penso che il VoIP
si integrerà sempre più con l’Instant Messaging
arricchendo il contenuto del messaggio con elementi di multimedialità
(video, musica, dediche). Il VoIP è inoltre il driver tecnologico
che sta spingendo la fusione tra le telecomunicazioni e l’informatica.
Sul protocollo Internet avremo presto non solo la voce, ma anche
il video, la televisione, il gaming, … Vedo però maggiormente
un utilizzo del VoIP per aumentare la produttività aziendale.
La voce si integrerà sempre di più con il web e i
processi aziendali, in particolari le soluzioni di CRM (Customer
Relationship Management) ed ERP (Enterprise Resource Planning),
permettendo di gestire in maniera integrata i contatti da parte
dell’azienda con la propria base clienti.
Alcuni esperti hanno evidenziato alcuni
problemi di sicurezza del VoIP: è a rischio la privacy degli
utenti?
A vedere le notizie di questi giorni (relativamente alle intercettazione
telefoniche) direi proprio di no. Sicuramente è più
difficile intercettare una chiamata VoIP che una tradizionale. Se
la chiamata avviene direttamente tra chiamante e chiamato, nella
modalità P2P (Peer To Peer), senza passare per un operatore,
attualmente non è possibile intercettare la chiamata. E’
comunque previsto che nelle prossime versione dei sistemi VoIP si
migliori la sicurezza, ad esempio attraverso la crittografia. Le
autorità pubbliche chiederanno comunque di poter intercettare
le chiamate VoIP ai vari service provider.
Per implementare soluzioni VoIP esistono
due possibilità: utilizzare tecnologie 'Open Source' o affidarsi
a soluzioni proprietarie sviluppate da aziende specializzate. Qual
è il suo punto di vista?
Decisamente a favore delle prime. I progetti Open Source nascono
e si sviluppano sulla Rete. Un gruppo di sviluppatori software pubblica
un determinato applicativo su Internet offrendo la possibilità
a chiunque di scaricarlo ed installarlo gratuitamente, permettendo
di accedere anche al codice sorgente. Se il software funziona bene,
sempre più gente lo installa sui propri sistemi, lo testa,
lo modifica, a volte sviluppa delle funzionalità aggiuntive,
ne definisce lo sviluppo. Spesso nascono delle vere e proprie comunità
virtuali su Internet, con documentazione messa in rete e liste di
distribuzione di posta elettronica, in cui chiunque può chiedere
supporto agli altri membri sparsi in tutto il mondo su eventuali
problemi che può aver incontrato, ricevendo suggerimenti
preziosi, spesso anche da chi ha sviluppato il software. Se invece
il software messo in rete non è interessante, il progetto
muore senza troppi rimpianti. Penso che l’Open Source sia
anche molto più gratificante per i tecnici che la implementano
rispetto alle soluzione proprietarie, in quanto permette di sviluppare
reale conoscenza su quello che si ha messo in campo. Non stupisce
quindi che l’Open Source sia indicato come il prossimo grande
driver dello sviluppo dell’informatica. Non si tratta solamente
di una riduzione dei costi, ottenuta dal fatto che l’Open
Source non richiede licenze, ma di una maggiore facilità
di integrazione della soluzione con gli altri processi aziendali
(CRM e ERP). Già adesso esistono dei software Open Source,
come Asterisk e SER, che permettono di installare (per chiunque
abbia dimestichezza con i computer) il proprio centralino telefonico
che non ha nulla da invidiare con quelli di ditte assai più
blasonate. Basti citare il fatto che Asterisk ha più di 200000
installazioni sparse in tutto il mondo, spesso anche presso operatori
di telecomunicazione.
La delibera Agcom per disciplinare i servizi
VoIP, pubblicata il 31 marzo scorso, introduce novità significative.
Qual è il suo pensiero sulle regole introdotte?
Premesso che è sempre positivo avere chiarezza normativa,
mi sembra che anche questa volta, come era già successo per
il Wi-Fi, Agcom tenda più ad alzare delle barriere all’introduzione
delle nuove tecnologie, favorendo l’incubent, che a favorirne
lo sviluppo. Tra le norme più significative ci sarà
la distinzione tra uso fisso ed uso nomadico. Nel primo caso sarà
possibile attribuire ad una utenza VoIP un numero geografico. In
questo caso però l’utente deve risiedere nello stesso
distretto. Altrimenti l’utente deve richiedere un numero nomadico
che avrà una nuova numerazione, che inizia con la decade
5. Attualmente invece è possibile attribuire ad un utente
VoIP un numero geografico, anche se l’utente risiede in un
altro distretto. Ad esempio, ora un utente che vive e lavora a Bari
può telefonare con il prefisso di Trento. Così facendo
però se questo utente di Bari avesse necessità di
chiamare un numero di emergenza (i carabinieri, la croce rossa,
i pompieri) si vedrebbe rispondere qualcuno di Trento. Le chiamate
di emergenza devono essere infatti terminate dall’operatore
presso l’unità (stazione di pompieri, caserma dei carabinieri,
…) più vicina rispetto all’utente che compone
il numero. Con la nuova normativa per gli utenti nomatici è
previsto l’obbligo di informativa da parte dell’operatore
su dove verranno effettivamente terminate le chiamate di emergenza.
Altri aspetti delle normativa AGCOM importanti sono l’obbligo
di identificazione del chiamante (non si potrà più
registrarsi on line all’operatore ma si dovrà esibire
un documento), l’obbligo di predisporre i sistemi dell’operatore
per l’intercettazione giudiziaria, la possibilità della
portabilità del numero, sulla falsa riga di quello che avviene
per i numeri cellulari, l’obbligo di garantire l’interoperabilità
e la stessa qualità (in gergo QoS) per i sistemi VoIP dei
sistemi tradizionali. Sono tutte norme positive in sé, ma
che complicano notevolmente l’infrastruttura dei piccoli operatori
alzando delle barriere di ingresso notevoli.
Che pericoli vede per il VoIP e come pensa
che gli operatori tradizionali risponderanno a questa minaccia?
Il VoIP gode di magnifica salute e non corre alcun pericolo: Telecom
Italia continua ad implementare il VoIP nella propria rete di trasporto
che connette le varie centrali perché costa meno rispetto
ai sistemi di telefonia tradizionale. Già adesso tutte le
telefonate tra Roma e Milano sono in VoIP. Semplicemente Telecom
non lo dice ai propri utenti, che continuano ad usare i vecchi terminali
telefonici ignorando il fatto che dalla centrale Telecom a cui sono
connessi, la loro telefonata verrà tradotta in VoIP. Problemi
ci saranno invece per i piccoli operatori, che per erogare il servizio
richiedono all’utente di migrare il suo sistema telefonico
verso VoIP. Tale migrazione ha un costo e Telecom Italia userà
la leva tariffaria, per rendere tale migrazione non conveniente.
Le offerte flat dei grandi operatori vanno in questa direzione.
In Germania, Vodafone permette addirittura di chiamare dal cellulare
verso i numeri telefonici del distretto in cui si trova allo stesso
costo di una chiamata urbana. Gli utenti avranno comunque dei vantaggi
tariffari. Il consiglio che mi sento di dare invece ai piccoli operatori
è di non limitarsi ad usare il VoIP per erogare solo la voce,
ma di muoversi sui servizi a valore aggiunto.
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